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LE GEOMETRIE NASCOSTE
a meeting about graphic design, visual poetry, and much
more…
19 luglio 2008
La Sapienza, Roma
(area Minerva)
ore 19:00
Alessandro Tartaglia parlerà di “design procedurale”, tra letteratura e grafica, del rapporto controverso, e spesso morboso, tra queste due discipline, delle sperimentazioni delle avanguardie, di ciò che accade oggi, e di ciò che potrebbe accadere domani… forse.
SCALETTA
Introduzione al tema, Grafica & Letteratura, storia del design procedurale. Alcuni casi storici, Mallarmé, Dada, Fluxus, Oulipò, La letteratura vista da lontano. Deduzioni metodologiche. La messa in crisi della sintassi, Entassi e Sinsemie. EFFETTI DI SENSO, un esempio di design procedurale.
design della comunicazione, comprendente sito web, e flyer, per la rassegna di eventi estivi alla Sapienza, Roma, prodotti da PANARS:
Progetto di un catalogo prodotti cartaceo, per CDI.
Il Catalogo prevede tre sezioni, una introduttiva testuale,
una dedicata ai designer, e una dedicata ai prodotti.
In tutte le sezioni i testi sono tradotti in cinque lingue.
La caratteristica principale del catalogo è l’esaltazione dei
contrasti tra bianco e nero, e la presentazione degli oggetti
di design, attraverso la visualizzazione di dettagli degli stessi.
Di seguito alcune doppie pagine estratte dal progetto:
Di seguito un estratto delle lezioni della prof. Carlotta Latessa per il Laboratorio di grafica 2 alla Sapienza di Roma. Le slide riportano alcuni esempi di tesi di laurea che hanno sperimentato l’interazione tra i contenuti di una pubblicazione e il suo supporto fisico.
Brochure, chiudipacco a desivo e pendaglio progettati da Carlotta Latessa per Vertigo Design.
Cliente Oil of Olaz.
Con Il cammino della via Francigena si rinnova l’annuale appuntamento con Lazio, Terra, il progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport e con il contributo della Presidenza della Regione Lazio, ideato da Marco Delogu e prodotto da Zoneattive, che mira a promuovere il territorio laziale affermandone un’identità contemporanea, tutta da scoprire. Dopo aver concentrato l’indagine fotografica nella passata edizione sul litorale laziale, quest’anno è stata dedicata alla via Francigena.
La via Francigena è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma e una delle grandi vie di collegamento che solcarono l’Europa nel Medioevo. Un percorso di grande testimonianza dell’antica radice dell’identità culturale europea di cui il progetto ha cercato di riscoprire le origini e di rivalutarne la forza attraverso un workshop intensivo che ha portato 12 giovani fotografi, sotto la direzione di Olivo Barbieri e David Farrell, a percorrere i 170 km della via Francigena presenti sul territorio regionale, restituendo un punto di vista accattivante, originale e artistico ad un itinerario fatto di storia, arte e spiritualità.
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IL PROGETTO GRAFICO
per visionare la presentazione del progetto cliccate qui
design: Alessandro Tartaglia, Carlotta Latessa, Giannicola Baiardi
Di seguito il report della terza lezione del corso di GRAFICA 2 alla Sapienza di Roma, tenuto dalla Prof.ssa Carlotta Latessa. Tema di questa lezione è stato l’information design. Lo scopo è quello di fornire agli allievi gli strumenti critici e metodologici, congiuntamente a una competenza operativa, per poter creare delle autoproduzioni editoriali sul tema della città, utilizzando linguaggi visivi differenti. In quest’ottica l’information design ricopre un ruolo fondamentale, poiché esso è capace di sintetizzare concetti e linguaggi, rendendo la lettura e la fruizione delle informazioni non lineare.
L’information design:
è l’organizzazione spaziale delle informazioni in relazione a grandezze e qualità variabili.
ha il compito di:
> rendere evidenti concetti deducibili,
> semplificare le nozioni complesse rendendole comprensibili
(l’informazione deve essere accessibile a qualsiasi lettore),
> aggiungere livelli di significato.
Esempi di Information Design:
>>> qui potete trovare le slide della Terza Lezione
>>> qui potete trovare le slide riguardanti l’esercitazione
>>> qui potete trovare le slide riguardanti le prime due lezioni
di seguito un estratto delle prime due lezioni della prof. Carlotta Latessa, presso il corso di grafica dell’università degli studi La Sapienza, a Roma, CdL in disegno industriale.

Cosa sono le autoproduzioni?
Sono tutte quelle pubblicazioni finanziate e dirette dagli stessi autori e che non fanno capo ad altri enti.
esempi:
> case editrici nel caso di riviste o libri;
> etichette musicali nel caso di dichi e band.
Perchè autoprodurre?
Per avere la massima potenzialità di espressione sia dei contenuti che nelle forme senza sottostare a limitazioni esterne (i finanziatori del prodotto) o per una semplice mancanza di finanziamenti da parte della stampa ufficiale.
Quali meccanismi spingono all’autoproduzione?
1. Restrizioni politiche o culturali che limitano l’espressione;
2. la volontà di trattare argomenti poco considerati dalla stampa ufficiale o trattarli sotto punti di vista diversi;
3. sperimentare nuovi linguaggi.
esempi:
> samizdat;
> fanzine punk;
> libri d’artista.
vi presento un mio esperimento, Valdrada, una delle città invisibili di calvino, diventa una videoinstallazione, che riprende in tutto e per tutto il mio progetto di tesi, Effetti di senso, ma lo rende interattivo.
Un sensore riconosce un input video, e lo restituisce sotto la forma di una composizione tipografica (ascii), formalmente coerete con il progetto editoriale, interattiva, che può essere modulata attraverso la tastiera, ottenendo di volta in volta un ingrandimento/rimpicciolimento del carattere.
Il carattere usato ha lo stesso nome del racconto, Valdrada.
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potete scaricare l’applicazione per MAC OSX qui
potete scaricare l’applicazione per WINDOWS qui
per far funzionare correttamente il programma è necessario installare il carattere VALDRADA, che trovate qui
CODICE:
import processing.opengl.*;
import processing.video.*;
Capture video;
boolean cheatScreen;
String letterOrder =
” .,:,-_” +
“ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZWKJXY”;
char[] letters;
float[] bright;
char[] chars;
PFont font;
float fontSize = 1.5;
public void setup() {
size(screen.width, screen.height, OPENGL);
video = new Capture(this, 80, 60, 15);
int count = video.width * video.height;
font = createFont(”aaa”, 32);
letters = new char[256];
for (int i = 0; i < 256; i++) {
int index = int(map(i, 0, 256, 0, letterOrder.length()));
letters[i] = letterOrder.charAt(index);
}
chars = new char[count];
bright = new float[count];
for (int i = 0; i < count; i++) {
bright[i] = 128;
}
}
public void captureEvent(Capture c) {
c.read();
}
void draw() {
background(255, 255, 255);
pushMatrix();
float hgap = width / float(video.width);
float vgap = height / float(video.height);
scale(max(hgap, vgap) * fontSize);
textFont(font, fontSize);
int index = 0;
for (int y = 1; y < video.height; y++) {
translate(0, 1.0 / fontSize);
pushMatrix();
for (int x = 0; x < video.width; x++) {
int pixelColor = video.pixels[index];
int r = (pixelColor >> 16) & 0xff;
int g = (pixelColor >>
& 0xff;
int b = pixelColor & 0xff;
int pixelBright = max(r, g, b);
float diff = pixelBright - bright[index];
bright[index] += diff * 0.1;
fill(0);
int num = int(bright[index]);
text(letters[num], 0, 0);
index++;
translate(1.0 / fontSize, 0);
}
popMatrix();
}
popMatrix();
if (cheatScreen) {
set(0, height - video.height, video);
}
}
public void keyPressed() {
switch (key) {
case ‘g’: saveFrame(); break;
case ‘c’: cheatScreen = !cheatScreen; break;
case ‘f’: fontSize *= 1.1; break;
case ‘F’: fontSize *= 0.9; break;
}
}
Questa tesi studia gli effetti di senso e le meccaniche con cui vengono generati, all’interno di strutture compositive e logiche. Per effetto di senso si intende la creazione di analogie visive, ottenute mediante la manipolazione delle variabili visive, dalla microunità alla macrounità. Procediamo con ordine: l’analogia visiva è la trasposizione nel campo delle immagini del processo retorico derivato dalla letteratura. Le variabili visive sono 7: colore, grado di nero, forma, direzione, posizione, grandezza, texture.
Potete scaricare il pdf completo del progetto con gli approfondimenti sui caratteri disegnati, le singole pagine ed i singoli racconti, da qui
Nel corso del mio progetto ho utilizzato (di proposito) soltanto la tipografia (un solo carattere, il Benton Sans, modificato manualmente ogni volta, così da ottenere numerosi e diversi caratteri), in bianco e nero.Queste scelte sono nate dalla convinzione che sono le limitazioni a priori che rendono un progetto reale: mi risulta difficile pensare ad un progetto dove posso fare quello che voglio, come voglio, dove voglio.Detto questo passiamo ad analizzare la “cavia” di questo esperimento grafico-letterario-compositivo: Le città Invisibili di Italo Calvino, un’opera composta negli anni sessanta e pubblicata nal 1972, un’opera costruita su un modello geometrico molto preciso, un prisma a base pentagonale (non è un caso se è stato scelto un autore che collaborò a lungo con l’OULIPO). Infatti le sequenze di città (o gruppi di racconti) sono divisi in gruppi di cinque, la prima e l’ultima escluse, che sono invece due gruppi da dieci (multiplo di cinque). Questa struttura tridimensionale si presta bene ad essere analizzata graficamente, come si evince dalle immagini, dove vediamo individuate e collocate spazialmente le diverse tipologie di città: le città e la memoria, le città e il desiderio, etc… Risultato di questa analisi è la consapevolezza che ci troviamo davanti ad un’opera costruita a strati, come la memoria, esplorabile in diverse maniere, un libro che è uno spazio mentale, un labirinto di percezioni. Da qui l’idea di lavorare sulla forma del libro e sulle meccaniche di fruizione, adottando una rilegatura con bullone (vedi Depero), e una serie di lucidi come “carta”. Questo permette di lavorare in profondità, attraverso le sovrapposizioni, ma anche in maniera interattiva, poiché la posizione delle pagine che si muovono, determina scenari e suggestioni sempre nuove, come sempre nuove sono le maniere che scopriamo per esplorare questo libro “gioco”, tenendolo in mano per un pò.L’uso del bianco e nero deriva dalla dicotomia ideologica tra i protagonisti di quest’opera, Marco Polo e Kublai Kan, che impersonano due ideali di leggerezza antitetici. Polo è un viaggiatore, conosce i segreti del mondo, e guarda le città con occhio leggero e vivo, l’imperatore, invece, è schiavo del suo impero, sente la pesantezza della sua responsabilità opprimerlo, e stritolarlo. In questo progetto una componente importante è il caso. Il caso come valore parametrico del progetto, il caso come progetto. Pur avendo previsto l’utilizzo dei lucidi, e avendo progettato singolarmente ogni pagina del libro, l’interazione delle pagine tra loro è un esperienza aperta, ogni volta nuova, parametrica appunto. Calvino nelle Lezioni Americane parla di due ideali compositivi, il cristallo e la fiamma.Il primo è perfetto, immanente, rigido, assoluto ed assolutamente immobile. Iconico. Il secondo invece è una forma senza forma, vibrante, dinamica, ogni volta nuova, ma sempre uguale a se stessa. Questo progetto nasce come desiderio di sintesi tra questi due approcci.Il progetto delle singole città muove dal testo originale, dal quale nella maggior parte dei casi sono state estratti dei concetti, o delle figure retoriche. Questi dati vengono successivamente elaborati in forma analogica, e quindi tradotti in procedure da applicare, talvolta alla pagina, talvolta alla lettera. Tra macrounità e microunità. Il risultato di questo esperimento è un libro. Forse. Di seguito alcune immagini estratte dalla discussione della tesi, fatta il 23 Febbraio 2008.
.
Ringrazio Giannicola Baiardi per le foto dei lucidi e dei libri
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Carattere disegnato nell’ambito del progetto d’identità “Macello 4″.
Questo carattere è ottenuto a partire dal primo nome dato alla locazione, C9.
Nove atomi di carbonio, una griglia 3×3, sulla quale sono disegnate tutte le lettere.
Rigido, geometrico, monospaziato, unicase.
Macello 4 è uno spazio di 1000 mq all’interno dell’area del Mattatoio
di Testaccio concepito per l’aggregazione sociale e lo scambio
di idee creative. Il problema è conferire a questo luogo un’identità
visiva nuova, che sposti la percezione semantica da un luogo “periferico”,
“decadente”, “fatiscente”, in una zona “degradata”, ad un luogo nuovo,
continuamente invaso da eventi ed iniziative culturali ed artistiche,
un luogo di scambio, dove l’interazione e il dialogo sono momenti
centrali, un luogo che ospita la creative class contemporanea.
ma|cèl|lo
s.m.
1 CO locale attrezzato per effettuare la macellazione e la preparazione delle carni di animali commestibili spec. di grosse dimensioni come bovini, ovini, suini, ecc.: portare le bestie al m.
2 BU macelleria
3 CO macellazione: bestie da m.
4 CO fig., uccisione cruenta e raccapricciante di persone, per lo più in gran numero: l’esplosione provocò un m.
5 CO fig., scherz., disastro: il compito è stato un vero m.
6 CO fig., fam., ammasso confuso di cose o persone: allo stadio c’era un m. di gente
Concept design: Giannicola Baiardi, Carlotta Latessa, Alessandro Tartaglia.
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Questo progetto è stato sviluppato durante la mia esperienza nello studio LOLA, sotto la supervisione di Andrea Steinfl. Il progetto analizza lo standard vigente della comunicazione circa le mappe online, puntando a migliorare il sistema di visualizzazione dati e navigazione dell’azienda PAGINE GIALLE, per il loro nuovo servizio: Pagine Gialle Visual (PGV) interamente riprogettato dallo studio LOLA.
Io nello specifico mi sono occupato di ridisegnare le mappe su due livelli, prevedendo e progettando gli standard per tutti i tipi di informazione (notazioni grafiche), studiando l’ambiente cromatico, e ripensando la tipografia.
(pensando che sarebbe stato un progetto fruito sul web)
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Nel complesso è stato un workshop molto “operativo”, vista la durata di due giorni. La partecipazione è stata ottima, abbiamo avuto numerose richieste di iscrizione, e i ragazzi che hanno partecipato, fatta eccezione per un gruppo che si è ritirato, hanno svolto ottimamente il proprio tema progettuale, arrivando a conclusioni inaspettate e interessanti.
Durante il primo giorno, una prima fase è stata dedicata alla presentazione, all’individuazione delle arie operative all’interno del luogo che ci ospitava (l’ex mattatoio di Testaccio), e ad una cernita dei materiali disponibili.
In un secondo momento i progetti sono stati abbozzati, e si è cercato di capire cosa fosse necessario per la realizzazione dei singoli elaborati. Infine, in conclusione della prima giornata, i progetti sono partiti nella loro realizzazione operativa.
Il secondo giorno è stato interamente occupato da attività pratiche, che hanno immerso i ragazzi nel mondo delle lettere e della tipografia, ponendoli davanti a problematiche relative all’anatomia, alle dimensioni e alla percezione delle lettere. Infine la mattina del terzo giorno, è stato realizzato un report fotografico del lavoro svolto.
Di seguito riportiamo i gruppi operativi del workshop tenutosi ad enzimi, con i relativi concept progettuali, le persone e i documenti correlati:
(per guardare i due video realizzati durante il workshop, scaricate da qui il pdf con i video incorporati)
![]()
Gruppo 1 - Carcasse di lettere
Luca Damato, Leo Clalillo, Paolo Panatta
Parole Chiave: lavorare con il luogo, qui e ora, labirinto, geometria urbanistica, traiettorie, mistero, angoscia, inquietudine, animali appesi e accatastati, binari sospesi, macabro, IMPRESSIONARE, istallazioni molto grandi, lavorare per settori, percorso obbligato, rievocare.
ISTALLAZIONI DI TESSUTO, oggetto un testo, (cow, sheep), appesi.
parte inferiore delle lettere insaguinata, vernice, GOCCE A TERRA, tipografiche, rosse, che fanno alzare lo sguardo. Imprimere nella memoria.
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Gruppo 2 - Lettere con moduli su cartone, lettere creata con i fili (2 progetti)
GRA - Genuine Roman Art
Parole Chiave: ridare vita al luogo, riempire gli spazi, labirinto di parole, onomatopee, usare la griglia in profondità, percezione visiva delle lettere, creare un alfabeto immaginario, partendo da un oggetto 3d, isometria, facce campite di bianchi e neri, animazione.
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Gruppo 3 - progetto di video con morphing tipografico tra le parole CARNE e ARTE
Benedetta Vangi, Massimo Chiarenza
Parole Chiave: punto di partenza Mattatoio, utilizzare la carne macinata
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Gruppo 4 - Clean, sul legno
Mariangela
Parole Chiave: memoria cancellata, restituire, graffiare , lucidare, maschera, stencil, scrittura
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Gruppo 5 - Clean, nello sporco (foglie secche a terra)
Giannicola Baiardi, Enzo Schiraldi
Parole Chiave: Poesia, happening, video di un uomo che arriva in un posto invaso dal pattume, e con una scopa mette in ordine tutto scrivendo clean, e poi va via.
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Gruppo 6 - Individuazione delle lettere nel paesaggio attraverso la fotografia
Paolo Bonaiuto, Francesco Russo
Parole Chiave: exchange, trasformare il luogo in lettera, la lettera diventa luogo, decontestualizzare uno scorcio, fotografia->lettering , dentro il labirinto
Link per visualizzare la ricerca: qui
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Gruppo 7- Scotch, labirinto di lettere, interazione con il luogo
Giovanni Ricciardi, Angelo Talia, Carlotta Latessa, Alessandro Tartaglia
Parole Chiave: exchange, trasformare il luogo in lettera, la lettera diventa luogo, decontestualizzare uno scorcio, fotografia->lettering , dentro il labirinto
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Tutte le foto del workshop sono sul Flickr di FF3300
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Pattumiera per ambienti interni ed esterni
Pop up è un cesto della spazzatura e al contempo un gioco, che ha la carateristica di oscillare come un sempre in piedi. L’oscillazione è data da un meccanismo molto semplice ed elementare: la base del secchio è fatta in cemento ed è rivestita in alluminio. Ciò fa sì che il peso del secchio sia spostato per la maggior parte in basso. Questo meccanismo è anche aiutato dal materiale con cui è fatto il cestino, la calotta superiore e il tronco sono in propilene con uno spessore abbastanza sottile. Ciò non appesantisce la struttura e il baricentro dell’oggetto non subisce variazioni.
La calotta in propilene è tenuta alle barre in alluminio da appositi ganci fissati tramite viti. Subito dopo c’è la struttura in alluminio con il cerchione in basso munito di una scalanatura all’interno che gli permette di incastrarsi perfettamente con il tronco del secchio, evitando l’apertura del coperchio all’oscillare del cestino. L’apertura e la chiusura del coperchio, che consentono di prendere o mettere il sacchetto per la spazzatura, è data da due cerniere fornite di due piastre: la prima è saldata al cerchione in alluminio, la seconda è bullonata al cesto. Queste due ruotando tra loro, permettono il movimento della calotta superiore. All’interno del tronco del cesto, è subito posta una struttura ad anello che serve a reggere il sacchetto, questa è di normale uso nei cestini della spazzatura per ambienti esterni.
Il tronco del cesto è agganciato alla base in cemento tramite una scanalatura e tramite una vite posta nel centro. Questo permette alla struttura di essere smontata per la pulizia. Per l’utilizzo di Pop up in ambienti esterni, il secchione viene agganciato a un blocco a scomparsa sottostante per evitarne furti e spostamenti, come si vede nella sezione a destra.
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Un progetto d’identità visiva per un portale di servizi e informazioni sulla città di Latina, sulla via Littorya (da qui il nome), con un target giovane e dinamico, votato all’interattività e alla partecipazione.
Design: Alessandro Tartaglia, Carlotta Latessa
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Questo progetto è stato sviluppato durante la mia esperienza nello studio LOLA, sotto la supervisione di Andrea Steinfl. Si tratta di un identità visiva per un gruppo di ricercatori che si muove nel campo dell’odontologia (la scienza che studia l’apparato dentale e facciale) per il riconoscimento, l’identificazione e le ricerche scientifiche della polizia, e non solo.
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Catalogo ed inviti per il Vernissage della mostra “Visitatori” di Federica Dal Falco.
Visitatori è il catalogo dell’omonima mostra di Federica Dal Falco tenutasi a Roma presso l’Ambasciata Araba d’Egitto e promossa dalla manifestazione “Roma Design più”. Sia gli inviti che il catalogo hanno un formato cartolina sui quali sono impresse le opere dell’autrice. Le cartoline, ricordi di viaggio, sono le testimonianze di un luogo che è stato visitato, così come lo diventano i Visitatori protagonisti di questa mostra. Il testo del catalogo stampato su carta pergamena traduce visivamente il concept della mostra, ovvero il passaggio dei Visitatori attraverso luoghi che portano con se la memoria materica del posto.
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Questo progetto è stato sviluppato durante la mia esperienza nello studio LOLA, sotto la supervisione di Andrea Steinfl. L’oggetto è una brochure progettata per VBL uno studio di avvocati con sedi a Milano, Roma, e S.Pietroburgo. In particolare si tratta di una brochure informativa sui loro servizi legali circa l’ambito del media entertainment. (L’immagine coordinata era stata precedentemente progettata dallo stesso studio LOLA).
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Questo progetto è stato sviluppato durante la mia esperienza nello studio LOLA, sotto la supervisione di Andrea Steinfl. LUISS aveva bisogno di un oggetto che fosse al contempo un vademecum, una guida dello studente, ma anche un gadget, in qualche maniera personalizzabile, un elemento d’identità.
hanno partecipato al progetto anche:
Laura Passetti, Alessia Sellitti, Antonella Marra
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Questo progetto è stato sviluppato durante la mia esperienza nello studio LOLA, sotto la supervisione di Andrea Steinfl. L’oggetto è un Totem per la comunicazione esterna di ARION, la cui identità visiva è stata precedentemente disegnata dallo studio LOLA.
L’immagine coordinata è stata progettata Alessio Corradini, con la collaborazione di Alessia Sellitti.
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Progetto grafico per un gruppo musicale, genere Hip Hop, pugliesi.
La richiesta iniziale era di un prodotto fortemente connotato come “meridionale“.
Design: Alessandro Tartaglia, Violetta Troina
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Capita a volte che degli schizzi, ai quali magari ci eravamo particolarmente affezzionati, non vengano mai utilizzati per progetti veri e propri, e quindi muoiano nel dimenticatoio…
Per evitare questo drammatico epilogo, e per amore verso il nostro lavoro, pubblichiamo qui una serie di “sketch”, per lo più inerenti a progetti d’identità, si tratta quindi di “bozze di marchi”, di diverso genere, concepiti in diversi periodi…
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Progetto di Tesi, corso di laurea specialistica in Disegno Industriale, indirizzo Comunicazione Visiva
Università degli studi La Sapienza, Roma
Relatore: Alberto Lecaldano
Studentessa: Carlotta Latessa
Una parte del progetto di tesi per la laurea specialistica è stata la realizzazione di un book di ricerca intitolato La comunicazione nell’editoria indipendente. Oltre alla parte teorica che percorre gli sviluppi storici, grafici e sociali dell’editoria indipendente, andando dalle prime forme auto pubblicazioni avute con lo scrittore Lewis Carrol alle più odierne web zine, il progetto grafico di questo book è stato studiato per essere al contempo neutro, ma caratterizzante in modo da far esaltare la grafica di pubblicazioni che spesso andavano di pari passo con un’estetica molto forte definita del do it yourself. Sono stati utilizzati alcuni grafici per spiegare al meglio gli sviluppi non sempre lineari di questa parte dell’editoria in modo da renderla immediatamente comprensibile.
Cosa è l’editoria indipendente, altrimenti chiamata Esoeditoria? (termine coniato in occasione della mostra tenutasi a Trento nel 1971).
L’editoria per definizione è la pubblicazione e la diffusione di informazioni, e per sua natura è soggetta a vincoli e restrizioni, sia per quanto riguarda i contenuti che per quanto riguarda le tipologia di comunicazione con la quale le informazioni vengono trasmesse al pubblico. L’editoria indipendente è un settore “fuori dal mercato” dell’editoria, che solitamente diffonde e promuove informazioni che altrimenti non troverebbero sbocco, e che non è soggetto a nessun limite o restrizione, non possiede filtri imposti. Solitamente le pubblicazioni di questo tipo vengono stampate (o prodotte, nel caso delle ezines) e diffuse attraverso canali alternativi a quelli “ufficiali”.
Carlotta Latessa nella sua tesi di Laurea Specialistica ha approfondito il tema intervistando gli artefici delle principali produzioni indipendenti dell’editoria italiana, e noi vi riportiamo il testo delle interviste per intero, nella speranza che questo possa servire a creare una coscienza e una consapevolezza del fenomeno, che in Italia è quanto mai lontano dall’essere compreso nelle sue enormi potenzialità.
Qui (link) potete trovare il testo completo delle interviste, a freshcut, za revue!, playzebra, FF3300 e altri, in modo da approfondire la questione, e osservare come ci siano differenze, anche sostanziali, nelle metodologie, negli approcci, e nei risultati, delle diverse pubblicazioni.
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Pollo friabile è un magazine indipendente, autoprodotto, aperiodico, distribuito sia in formato cartaceo che multimediale (www.pollofriabile.com) che si occupa del graphic design in tutte le sue accezioni, contestualizzato
però all’interno delle subculture e quindi non ancora reso noto ai circuiti ufficiali. Gli intenti sono quelli di creare un network di collaborazioni tra graphic designer che vanno a interpretare un tema già stabilito dalla rivista, in modo da ottenere sperimentazione e contaminazione attraverso i vari modi di relazionarsi con questa professione. Per il numero zero il tema è stato “il terzo occhio” come rappresentazione delle realtà grafiche che ci circondano, ma non visibili di primo acchitto. Sono stati chiamati a partecipare su invito dieci grafici per poter eseporre il proprio lavoro e alcuni di loro hanno dato un’ulteriore interpretazione del tema attraverso scritti illsustrazioni, etc.. E proprio nella contaminazione data dall’utilizzo di più forme di comunicazione che interagiscono mescolandosi in uno stesso spazio, l’elemento caratterizzante di Pollo friabile che ha trovato in questa categoria del graphic design una delle principli linee guida.
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La collaborazione con la casa editrice Voland, risale all’anno 2006. Le illustrazione pubblicate sono state create per i seguenti libri: Diario di rondine di Amélie Nothomb, Mistici e maghi del Tibet di Alexandra David-Néel, Le mie condoglianze e Campo di sangue di Dulce Maria Cardoso.
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tavole di information design, che analizzano alcuni dati legati alla mia persona per un periodo di 30 giorni.
qui potete visionare gli elaborati ad alta
Un altro aspetto della nuova comunicazione Alias è stato la riprogettazione del catalogo prodotti. Il catalogo è composto da schede che hanno una dimensione tale da renderlo maneggiabile e fruibile, inoltre svitando il bullone che le rilega, le schede possono essere consultare singolarmente. Il catalogo contiene le informazioni necessarie a descrivere al meglio i prodotti che sono divisi per collezioni. Ogni collezione, differenziata per colore, è descritta attraverso i singoli pezzi che la compongono, che sono correlati dalle dimensioni e dalle possibili varianti di materiali e colori di cui dispongono. Questo catalogo è pensato per essere esso stesso un oggetto di design, da disporre all’interno di show room, da distribuire come gadget, da ‘appendere’ tramite l’apposito bullone, eccetera. La particolare rilegatura ottenuta tramite un bullone e la copertina in metallo, esaltano le principali caratteristiche aziendali quali la ricerca sui materiali e l’innovazione tecnica.
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Ricerca grafica sulla città di Urbino, ispirata alle dottrine situazioniste. I dati elaborati sono stati raccolti mediante
un questionario appositamente progettato. Durante il progetto sono stati realizzati sei cortometraggi ed un sito web:
L’identità è ispirata alla “Nascita della Tragedia” di Nietzsche.
Gruppo di lavoro:
Giulia Rizzini, Stefano Menconi,
Marco Biagioni, Alessandro Tartaglia.
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