Oggi vi mostriamo una serie di pagine e copertine di alcune riviste del ventennio 1960-1970, che si sono occupate principalmente di poesia visiva, concreta, e arte contemporanea. La caratteristica comune a queste produzioni è una grande attenzione al “linguaggio”, che proprio in quel priodo è stato oggetto di studio e ricerche, nonché di una profonda rivoluzione, che ha visto nell’abbandono della sintassi, operato precedentemente dai Futuristi, il punto di partenza. Una nota particolare, a mio parere va spesa per due di queste riviste, che ho avuto modo di apprezzare particolarmente. Pianeta Fresco, nella redazione della quale si riunirono alcune tra le menti più illuminate della grafica di quel periodo, tra le quali l’attuale direttore dell’ISIA di Urbino, Roberto Pieracini (ricorderà ancora quella fantastica esperienza?). In secondo luogo, invece, ricordiamo MODULO, probabilmente la produzione editoriale più alta e di valore di questo periodo: una rassegna di poesia visiva, un’antologia, come la chiamavano i suoi redattori, che uscì in un solo “issue” (per usare una parola moderna), ma che con quel solo numero sconvolse e rivoluzionò completamente l’approccio alla tipografia della grafica contemporanea. Se vi interessa approfondire, vi consigliamo il libro “Riviste d’arte d’avanguardia” edito da Sylvestre et Bonnard Editore, e scritto tra gli altri da Giorgio Maffei (uno dei massimi esperti italiani di “esoeditoria”).

























