
























Entrambi i testi sono caratterizzati da un approccio nuovo, e senza paura al progetto editoriale. Nel testo della sandri, i segni tipografici diventano elementi narrativi, che generano una tensione. Siamo nel campo della poesia visiva, con le sperimentazioni delle neoavanguardie sugli effetti di senso, e le dinamiche linguistiche della composizione grafica.
Nel testo di Fluxus invece l’attenzione si sposta sull’impaginazione, che muta ad ogni doppia, in modo irriverente, apparentemente casuale. In realtà si tratta di un approccio metodico, che focalizza nel processo piuttosto che nella struttura finale, l’attenzione del progettista.