

Il nostro viaggio attraverso le avanguardie storiche continua con una raccolta di materiale iconografico legato al movimento neo-plasticista olandese, alle pubblicazioni editoriali e alle sperimentazioni tipografiche di quel periodo.

Vi proponiamo di seguito una bella galleria di immagini inedite, tratte da riviste futuriste autoprodotte, e non, di pregevole fattura…
questa è una perla da non perdere.
Buona visione, e grazie a Fabio Gioia

In questi giorni stiamo facendo una lunga ricerca iconografica sulla comunicazione politica, che mano a mano stiamo mettendo qui su facebook, costruendo album appositi nella pagina di FF3300.
In questi giorni stiamo facendo una lunga ricerca iconografica sulla comunicazione politica, che mano a mano stiamo mettendo qui su facebook, costruendo album appositi nella pagina di FF3300.
Qui trovate tutti gli album con le ricerche iconografiche divise per partiti:
http://www.facebook.com/album.php?profile=1&id=37824747211#!/photos.php?id=37824747211
Veniamo al dunque…
Facevo uno serie di considerazioni:
vedere la musica scrivere la musica vedere la forma della musica assaporarne le regole le simmetrie le asimmetrie

Abbiamo iniziato a recuperare alcuni dei contenuti più interessanti del vecchio blog, e quindi ve li proponiamo, di modo che restino in archivio per la consultazione…
Nello specifico si tratta di due testi degli anni ‘60, Capitolo zero di Giovanna Sandri, e Happening and Fluxus dell’omonimo gruppo Fluxus.
Entrambi i testi sono caratterizzati da un approccio nuovo, e senza paura al progetto editoriale. Nel testo della sandri, i segni tipografici diventano elementi narrativi, che generano una tensione. Siamo nel campo della poesia visiva, con le sperimentazioni delle neoavanguardie sugli effetti di senso, e le dinamiche linguistiche della composizione grafica.
Nel testo di Fluxus invece l’attenzione si sposta sull’impaginazione, che muta ad ogni doppia, in modo irriverente, apparentemente casuale. In realtà si tratta di un approccio metodico, che focalizza nel processo piuttosto che nella struttura finale, l’attenzione del progettista.

Prosegue il nostro viaggio attraverso l’editoria di qualità, quella delle produzioni indipendenti, quella delle cose fatte con amore e per amore…
Oggi vi mostriamo una serie di pagine e copertine di alcune riviste del ventennio 1960-1970, che si sono occupate principalmente di poesia visiva, concreta, e arte contemporanea. La caratteristica comune a queste produzioni è una grande attenzione al “linguaggio”, che proprio in quel priodo è stato oggetto di studio e ricerche, nonché di una profonda rivoluzione, che ha visto nell’abbandono della sintassi, operato precedentemente dai Futuristi, il punto di partenza.

Premetto che ritengo ques’opera intrisa di un manietismo quasi magico, e che quindi, ritengo che sia un’opera fondamentale, e di gran lunga più importante di tutte le provocazioni delle avanguardie, so bene che questo, però, è il mio parere personale..
